marzo 9, 2016 6:37 pm Pubblicato da Lascia il tuo commento

Ciao a tutti gli amici bassisti e non!

Diamo il via oggi ad una serie di recensioni sui vari modelli di basso elettrico che oggi troviamo in commercio. Vi parlerò degli strumenti che ho posseduto o che mi è capitato di provare riportando le specifiche tecniche e le mie impressioni. A volte siamo talmente presi dal marchio o dalla “moda” del momento che non facciamo caso al fatto che in giro ci sono degli strumenti fantastici proprio sotto i nostri occhi. Come riconoscere uno strumento fatto bene? Lo dobbiamo ascoltare ed osservare! La liuteria ci fornisce già una buona base per poterci regolare sulla qualità dello strumento. Il sound e la versatilità fanno il resto.

Ah, una cosa… se un basso è leggero o pesante NON VUOL DIRE NIENTE!!!

Parliamo oggi dello Squier Vintage Modified Natural. Il basso è la riedizione dei famosi Fender Jazz bass anni 70. Non è solo una trovata pubblicitaria, ma una vera occasione di ritrovare le caratteristiche sonore di questi famosi bassi elettrici.

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Parliamo della liuteria. Le specifiche tecniche ve le riporto direttamente dal sito della Squier.

Il body è in Soft Maple, ovvero Acero. Sempre in 3 sezioni incollate. A volte la l’assemblaggio di queste tre parti non è spettacolare, si distinguono nettamente a causa delle diverse sfumature del legno, più chiare o più scure. Questo però rimane solo un fatto estetico che non influisce sul suono. Finitura in poliuretano.

Manico e tastiera sempre in acero. La tastiera è incollata sul manico con un binding nero verniciato. Non è il massimo, ma è gradevole alla vista. Come segna tasti, nel modello natural, troviamo dei block neri in plastica. In alcuni modelli non ho li ho trovai inseriti correttamente. Qualcuno rimaneva qualche mm fuori dalla sua sede. Per la forma del manico troviamo sempre questo famoso “C” shape. 20 tasti medium jumbo, scala 34”, e il radius di 9.5”. Anche il retro del manico rifinito con vernice trasparente (Vintage Tint Gloss). Meccaniche e ponte di provenienza sconosciute. Niente di eclatante ma fanno bene il loro lavoro.

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Brutta considerazione… il 17esimo tasto frigge sempre. Tanti ne ho provati e in tanto ho riscontrato questa cosa. Quindi addio action rasoterra (a meno  che non lo portiate da un liutaio per la rettifica della tastiera).

Veniamo all’elettronica e al sound. Il basso è equipaggiato con due single coil Duncan Designed. Occhio, non sono i Seymour Duncan, ma pick up economici su modello di questi ultimi. Come controlli troviamo i classici due volumi e il tono.

Quindi? Suona bene? SI!! Suona dignitosamente! Logico che non è un Fender degli anni 70, ma il suono c’è tutto. Bello medioso e corposo, adatto a vari stili musicali. Per concludere. E’ un basso economico? Si… Suona decentemente? Si… Il prezzo è vantagigoso? A parere mio si! Si aggira sui 400 € il nuovo, 300 € per l’usato (faccio riferimenti a i prezzi di Mercatino Musicale).

A presto

Stefano Petrocco

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Questo articolo è stato scritto da BackBeat Studio
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