gennaio 8, 2016 8:51 pm Pubblicato da Lascia il tuo commento

Live @ Asino che Vola 19/11/2015

Presenza scenica, riff belli da vedere e da sentire, parte ritmica impeccabile, grinta rock.

Capita di rado di assistere ad un concerto nel quale non sai bene su chi concentrare l’attenzione, quasi a non voler perdere nessun dettaglio unico e irripetibile.

Avevo sentito parlare molto bene dell’impatto live di questa band da diverse fonti e, pur avendone ascoltato solo alcuni pezzi sporadici in versione studio, quando ho saputo del concerto in programma all’Asino che Vola in zona San Giovanni, la notizia ha subito destato la mia curiosità.

Ma andiamo con ordine.

L’impatto con il locale è da subito positivo: una rampa di scale in pietra ci introduce all’interno dove troviamo un ambiente curato e accogliente. La sala live ci restituisce un’atmosfera intima con poltrone, divanetti, cuscini e due soppalchi sopraelevati posti sui lati. Gli strumenti si trovano a pochi passi dal pubblico, situazione impegnativa per un concerto rock.

Staremo a vedere.

Al servizio del fonico notiamo il Beheringer X32, digital mixer che grazie all’elevata qualità dei componenti interni (32 splendidi preamp targati MIDAS), alle ampie possibilità offerte sul piano del routing e della gestione del segnale e ai comodissimi processori di segnale integrati, si sta diffondendo sempre di più nei live club e nei recording studio (e non solo). Mixer, questo, che conosciamo molto bene e di cui ci serviamo con soddisfazione per le attività del BackBeat Studio. Se sei curioso leggi il nostro approfondimento sul Beheringer X32 (link all’approfondimento).

Inizia il concerto e già dalle prime battute ci si accorge di partecipare ad un evento di qualità.

I BLASTEMA sfoderano una serie di brani veramente ben composti, che si muovono su binari decisamente rock, con momenti molto concitati alternati a ballate sospese e dense, creando un’architettura di suoni che colpisce, tra le altre cose, anche per la fedeltà al sound del disco. I brani, anche nei testi, riescono a non scadere mai nella banalità, nessuno, nemmeno per un secondo.

L’attenzione al concerto è costantemente tenuta viva in primo luogo dalla presenza scenica del cantante, Matteo Casadei, indiscusso dominatore del palco, che oltre a condurre l’esibizione, cantando con una magistrale tecnica e un timbro caldo e aggressivo all’occorrenza, non si lascia intimorire dalla distanza ravvicinata del pubblico per lasciarsi andare in eclettici momenti di “godimento artistico”.

I riff portanti e gli arrangiamenti del chitarrista Alberto Nanni sono veramente di buona fattura, belli da vedere e da sentire. Alterna abilmente il ruolo di protagonista del pezzo a quello di arrangiatore “sotterraneo” senza mai sfigurare sia nell’uno che nell’altro. Non mancano esplosioni solistiche esaltate da modulazioni acide targate “Cry Baby”.

Impeccabile la parte ritmica, Luca Marchi al basso e Maicol Morgotti alla batteria procedono insieme e conferiscono l’inquadratura perfetta ai brani tirando su una grinta rock ai massimi livelli. Una menzione particolare va alla poliedricità del bassista, che troviamo in fasi alterne ad eseguire parti di tapping sul basso, ad imbracciare una chitarra acustica, un elettrica e alle tastiere. Stupefacente.

A completare l’armonia generale ci pensa il tastierista Michele Gavelli, che si muove su due tastiere e un synth, per creare momenti di dolcissima malinconia e intermezzi azzeccatissimi.

Capita veramente di rado di assistere ad un concerto nel quale non sai bene su chi concentrare l’attenzione, quasi a non voler perdere nessun dettaglio unico e irripetibile perché vissuto in quel momento esatto.

Siamo di fronte ad una delle migliori realtà italiane che, come al solito, non godono della giusta e meritatissima attenzione. La scarsa partecipazione non rende giustizia a questi fantastici musicisti, ai quali non manca davvero nulla per confrontarsi con altre realtà italiane di musica alternativa ritenuta più “in alto” a livello di popolarità ma non di certo nella qualità della musica offerta.

Non possiamo che augurare il meglio a questi ragazzi, aspettandoci molto presto di sentir parlare ancora della loro musica.

Tag: , , ,
Categoria:
Questo articolo è stato scritto da BackBeat Studio
Loading Facebook Comments ...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *